E' una delle ricette più classiche che si possano incontrare, soprattutto qui in piemonte. Sono sicura che tutte le massaie piemontesi abbiano la propria ricetta tramandata da generazioni nel proprio taccuino delle ricette. Ma io... l'ho inventata, per la pigrizia di cercarla da qualche parte. Il risultato è stato ottimo quindi mi sento di riportarla.
Per la torta: ho montato con la planetaria 4 uova con 200g di zucchero, ho unito 200g di burro fuso al microonde, ho setacciato 150g di farina con 50g di fecola di patate, una bustina di vanillina e una bustina di lievito. Ho unito il tutto con il classico movimento dal basso verso l'alto e ho aggiunto nocciole tritate quanto basta. La richiesta del cliente era rigorosamente senza cioccolato, ma a me non dispiace aggiungere all'impasto 50g di cioccolato fondente fuso in microonde con il burro. Ho infornato a 180° per circa 40 minuti. Quando è diventata tiepida l'ho spolverata di zucchero a velo e l'ho subito servita.
Per lo zabaione (quantità sufficiente per l'intera torta): ho sbattuto 10 tuorli d'uovo con 10 cucchiai di zucchero in un pentolino capiente finchè non è diventato bello spunoso. Ho aggiunto 6 bicchierini da digestivo di vino bianco secco e 4 di marsala, ho messo sul fuoco continuando a montare finchè ha preso bollore.
La scorsa primavera io e mio marito siamo andati a fare un giro nelle langhe e questa torta mi ricorda le migliaia di piante di nocciole che ho visto... Ho una disperata voglia di vacanza!!!
sabato 27 agosto 2011
venerdì 26 agosto 2011
Prime rosse dopo più di tre anni e mezzo
Che impressione... quasi non me le ricordavo più. UM 30/12/07... poi Lorenzo e subito dopo Gabriele, ma davvero subito. Ora, per la mia integrità mentale è meglio sospendere la produzione di figli per un po', poi chissà...
Ho sfoderato la mia LadyCup comprata un anno e mezzo fa, è proprio come quella dell'immagine, con la stupenda sacchettina a pois rosa e bianca. Dopo l'utilizzo dei pannolini lavabili per i miei figli, inizia anche questa nuova avventura personale, che ha i presupposti di una grande genialata se davvero la tollero bene: niente rifiuti e massima pulizia. Recensirò l'esperienza a tempo debito.
Intanto sono stanca stanca stanca. Ho avuto un calo repentino di molare ed energia in questa settimana. Ho voglia che finisca la stagione, ho voglia di vacanze!!!
Ho sfoderato la mia LadyCup comprata un anno e mezzo fa, è proprio come quella dell'immagine, con la stupenda sacchettina a pois rosa e bianca. Dopo l'utilizzo dei pannolini lavabili per i miei figli, inizia anche questa nuova avventura personale, che ha i presupposti di una grande genialata se davvero la tollero bene: niente rifiuti e massima pulizia. Recensirò l'esperienza a tempo debito.
Intanto sono stanca stanca stanca. Ho avuto un calo repentino di molare ed energia in questa settimana. Ho voglia che finisca la stagione, ho voglia di vacanze!!!
mercoledì 24 agosto 2011
Bavarese variegata alla vaniglia e cacao
Questo è uno dei piatti forti del locale in cui lavoravo prima e, in quanto tale, non voglio riproporlo nel mio. Ma siccome era una bontà sensazionale, ho dovuto pravare a farlo per soddisfare le mie papille gustative e quelle delle mie dipendenti...
Ho cercato su internet la ricetta e ne ho trovate mille milioni, questa che propongo è una media ponderata dalla mia coscienza. In realtà nessuna prevedeva la variegatura, ma ci vuol poco a farla.
Per la parte alla vaniglia: ho sbattuto 4 tuorli con 150g di zucchero, ho messo a mollo 3 fogli di gelatina (per un totale di 6g) in acqua fredda, ho scaldato 200ml di latte con 2 bustine di vanillina, ho unito il composto di uova e zucchero e ho portato ad ebollizione continuando a mescolare. Ho unito i fogli di gelatina strizzata e ho lasciato raffreddare. Ho montato 400ml di panna molto ferma e ho unito.
Per la parte al cacao: il procedimento è il medesimo ma cambiano le dosi, quindi ho sbattuto 3 tuorli con 100g di zucchero, ho messo a mollo 3 fogli di gelatina (per un totale di 6g) in acqua fredda, ho scaldato 150ml di latte con 40g di cacao amaro in polvere, ho unito il composto di uova e zucchero e ho portato ad ebollizione continuando a mescolare. Ho unito i fogli di gelatina strizzata e ho lasciato raffreddare. Ho montato 300ml di panna molto ferma e ho unito.
A questo punto ho versato il composto alla vaniglia in uno stampo da plume cake, quindi ci ho versato sopra quello al cacao e ho passato la spatola al centro, per far penetrare il cacao nella vaniglia. Ho messo in frigo una giornata e per scodellare ho messo lo stampo qualche istante sotto l'acqua calda. Nessuno ha rimpianto la bavarese dell'altro locale... son soddisfazioni!!!
Ho cercato su internet la ricetta e ne ho trovate mille milioni, questa che propongo è una media ponderata dalla mia coscienza. In realtà nessuna prevedeva la variegatura, ma ci vuol poco a farla.
Per la parte alla vaniglia: ho sbattuto 4 tuorli con 150g di zucchero, ho messo a mollo 3 fogli di gelatina (per un totale di 6g) in acqua fredda, ho scaldato 200ml di latte con 2 bustine di vanillina, ho unito il composto di uova e zucchero e ho portato ad ebollizione continuando a mescolare. Ho unito i fogli di gelatina strizzata e ho lasciato raffreddare. Ho montato 400ml di panna molto ferma e ho unito.
Per la parte al cacao: il procedimento è il medesimo ma cambiano le dosi, quindi ho sbattuto 3 tuorli con 100g di zucchero, ho messo a mollo 3 fogli di gelatina (per un totale di 6g) in acqua fredda, ho scaldato 150ml di latte con 40g di cacao amaro in polvere, ho unito il composto di uova e zucchero e ho portato ad ebollizione continuando a mescolare. Ho unito i fogli di gelatina strizzata e ho lasciato raffreddare. Ho montato 300ml di panna molto ferma e ho unito.
A questo punto ho versato il composto alla vaniglia in uno stampo da plume cake, quindi ci ho versato sopra quello al cacao e ho passato la spatola al centro, per far penetrare il cacao nella vaniglia. Ho messo in frigo una giornata e per scodellare ho messo lo stampo qualche istante sotto l'acqua calda. Nessuno ha rimpianto la bavarese dell'altro locale... son soddisfazioni!!!
martedì 23 agosto 2011
La bimba stronzetta
Sabato mi sono concessa una giornata allo Zoom Torino, un carinissimo parco zoologico con annessa piscina caraibica. Carinissimo per i bambini, non poco inquietante per me. Gli animali mi fanno una pena infinita rinchiusi in questi habitat per nulla simili ai loro. La peggiore è stata la tigre: era triste, depressa, magra. Eppure tutti i bambini, compreso Lorenzo, ne andavano pazzi. La piscina è molto ampia e poco profonda, l'ideale per scarrozzare bambini da 0 a 5 anni garantendo loro il massimo divertimento. Peccato che sia tutto rigorosamente e tristemente FINTO, tutto di cemento: sabbia di cemento triturato, scogli di cemento, fondale di cemento... nà tristezza. Noi che viviamo in mezzo a blocchi da scogliera di pietra di Luserna che sicuramente costano meno che quei blocchi di cemento artificiale non lo abbiamo buttato giù. Comunque... Nel complesso ottimo per i bambini, conto di riuscire a tornarci!
Nel parco sono presenti diversi punti-gioco con attrezzature in legno molto simpatiche, in cui Lorenzo si è fiondato. Nello specifico stava giocando in una specie di arca, facendo finta di prepara da mangiare per mamma (deformazione professionale...) quando una simpaticissima (...) bambina stimata sui 4 anni si è piazzata davanti all'entrata con gambe e braccia larghe. Lorenzo le ha chiesto "scusa bimba, mi fai passare?" "NO". Si è guardato intorno cercando una seconda via di fuga. Ci ha riprovato "Mi fai passare perfavore?" "NO" "Mamma, perchè questa bambina non mi fa passare?". Io avrei voluto rispondergli che era la classica bambina stronzetta in cui mille volte si imbatterà nella vita, ma mi sono limitata ad un "Perchè questa bimba è un po' biricchina", guardandomi intorno per individuare un'eventuale madre. Una signora mi guarda e annuisce, ma non ho capito se era la madre che esprimeva una rassegnazione o la madre di un altro bimbo a cui aveva fatto qualche torto. Dopo essersi guardato nuovamente intorno, con un po' di spavanto, Lorenzo mi ha allungato le braccia e mi ha chiesto "Mamma mi prendi in braccio?" Io prontamente ho spintonato la bimba stronzetta e ho abbracciato il mio bimbo in difficoltà. Ho fatto bene? L'istinto mi ha spinta a correre in suo aiuto, togliendogli la possibilità di cavarsela da solo. Cavoli, fossi stata io al suo posto, col carattere che ho sempre avuto fin da piccola, la bimba stronzetta avrebbe subito un bello spintone, sarei passata e se le andava bene riceveva ancora un calcio nelle caviglie. Lorenzo no. Ha un altro carattere. O forse è solo ancora un po' piccolino. Penso che l'ingresso alla scuola materna, tra meno di un mese, gli insegnerà a cavarsela da solo con i bambini prepotenti e stronzetti, purtroppo ce ne sono a palate in giro. Vorrei poter essere sempre lì con lui a prenderlo in bracccio ogni volta, ma so che non sarà possibile, ed è giusto così... Ma già mi viene il magone...
Nel parco sono presenti diversi punti-gioco con attrezzature in legno molto simpatiche, in cui Lorenzo si è fiondato. Nello specifico stava giocando in una specie di arca, facendo finta di prepara da mangiare per mamma (deformazione professionale...) quando una simpaticissima (...) bambina stimata sui 4 anni si è piazzata davanti all'entrata con gambe e braccia larghe. Lorenzo le ha chiesto "scusa bimba, mi fai passare?" "NO". Si è guardato intorno cercando una seconda via di fuga. Ci ha riprovato "Mi fai passare perfavore?" "NO" "Mamma, perchè questa bambina non mi fa passare?". Io avrei voluto rispondergli che era la classica bambina stronzetta in cui mille volte si imbatterà nella vita, ma mi sono limitata ad un "Perchè questa bimba è un po' biricchina", guardandomi intorno per individuare un'eventuale madre. Una signora mi guarda e annuisce, ma non ho capito se era la madre che esprimeva una rassegnazione o la madre di un altro bimbo a cui aveva fatto qualche torto. Dopo essersi guardato nuovamente intorno, con un po' di spavanto, Lorenzo mi ha allungato le braccia e mi ha chiesto "Mamma mi prendi in braccio?" Io prontamente ho spintonato la bimba stronzetta e ho abbracciato il mio bimbo in difficoltà. Ho fatto bene? L'istinto mi ha spinta a correre in suo aiuto, togliendogli la possibilità di cavarsela da solo. Cavoli, fossi stata io al suo posto, col carattere che ho sempre avuto fin da piccola, la bimba stronzetta avrebbe subito un bello spintone, sarei passata e se le andava bene riceveva ancora un calcio nelle caviglie. Lorenzo no. Ha un altro carattere. O forse è solo ancora un po' piccolino. Penso che l'ingresso alla scuola materna, tra meno di un mese, gli insegnerà a cavarsela da solo con i bambini prepotenti e stronzetti, purtroppo ce ne sono a palate in giro. Vorrei poter essere sempre lì con lui a prenderlo in bracccio ogni volta, ma so che non sarà possibile, ed è giusto così... Ma già mi viene il magone...
lunedì 22 agosto 2011
Forse si ritorna alla normalità...
Eccoci, sono quasi tutte finite le ferie (degli altri) e, purtroppo o per fortuna, si ritorna più o meno alla normalità.
Sono state tre settimane di intenso e piacevole lavoro. Devo ammettere che forse preferisco una clientela più raccolta, più curata, più interessante. Ma i turisti di agosto, lasciatemelo dire, portano i soldini, quindi evviva evviva questo agosto così breve e così intenso.
Una delle soddisfazioni maggiori è sicuramente stato il menù di ferragosto. L'ho creato con il cuore e l'ho realizzato al massimo del mio impegno. Senza vanto, penso che siano stati tutti molto contenti del servizio e della cucina. Per sfizio posto il menù:
Carpaccio di vitello con rucola
Bruschetta con fichi e prosciutto crudo
Pomodori ripieni al tonno
Crespelle integrali ai funghi e pancetta
Risotto rustico salsiccia ed erba cipollina
Tagliolini al pesto di ricotta
Medaglioni di maiale alle olive
Spinaci saltati e patate al forno
Tortino al cioccolato bianco e fragole
Nuvola di mirtilli freschi
Caffè e digestivo
Vini: Langhe Chardonnay e Dolcetto di Diano
Il risotto, devo ammetterlo, mi è venuto un po' scotto. Mannaggia a me e all'ansia di essere in ritardo: l'ho messo su troppo in fretta :(
I bambini crescono, a vista d'occhio. Sono stati una settimana a casa dall'asilo e me li sono goduta un po'. Lorenzo tra poco comincia la materna e l'idea mi impressiona. Gabriele sta cercando di imparare a camminare ma la pigrizia prende il sopravvento. Sono bellissimi e sono pazza di loro...
Bene, anche questa mini-stagione sta passando, speriamo che questo caldo torrido non la faccia finire troppo in fretta, che tra qualche mese qui inizia a nevicare e l'inverno sarà di nuovo lunghissimo. Intanto rimetto in carreggiata le mie piccole cose legate a quel poco di tempo libero: il mio blog e le mie amicizie virtuali... In attesa delle MIE vacanze...
Sono state tre settimane di intenso e piacevole lavoro. Devo ammettere che forse preferisco una clientela più raccolta, più curata, più interessante. Ma i turisti di agosto, lasciatemelo dire, portano i soldini, quindi evviva evviva questo agosto così breve e così intenso.
Una delle soddisfazioni maggiori è sicuramente stato il menù di ferragosto. L'ho creato con il cuore e l'ho realizzato al massimo del mio impegno. Senza vanto, penso che siano stati tutti molto contenti del servizio e della cucina. Per sfizio posto il menù:
Carpaccio di vitello con rucola
Bruschetta con fichi e prosciutto crudo
Pomodori ripieni al tonno
Crespelle integrali ai funghi e pancetta
Risotto rustico salsiccia ed erba cipollina
Tagliolini al pesto di ricotta
Medaglioni di maiale alle olive
Spinaci saltati e patate al forno
Tortino al cioccolato bianco e fragole
Nuvola di mirtilli freschi
Caffè e digestivo
Vini: Langhe Chardonnay e Dolcetto di Diano
Il risotto, devo ammetterlo, mi è venuto un po' scotto. Mannaggia a me e all'ansia di essere in ritardo: l'ho messo su troppo in fretta :(
I bambini crescono, a vista d'occhio. Sono stati una settimana a casa dall'asilo e me li sono goduta un po'. Lorenzo tra poco comincia la materna e l'idea mi impressiona. Gabriele sta cercando di imparare a camminare ma la pigrizia prende il sopravvento. Sono bellissimi e sono pazza di loro...
Bene, anche questa mini-stagione sta passando, speriamo che questo caldo torrido non la faccia finire troppo in fretta, che tra qualche mese qui inizia a nevicare e l'inverno sarà di nuovo lunghissimo. Intanto rimetto in carreggiata le mie piccole cose legate a quel poco di tempo libero: il mio blog e le mie amicizie virtuali... In attesa delle MIE vacanze...
martedì 2 agosto 2011
Agosto, hobby miei non vi conosco
E' agosto. Anche se non sembra. Siamo in piena stagione estiva. Anche se non sembra. Si lavora. Anzi, si dovrebbe lavorare. Ma va beh. Il tempo fa schifo, la crisi fa schifo. Lo sappiamo.
Comunque sono impegnata, un po' più del solito, e sono costretta ad accantonare quei passatempi che tanto mi tengono compagnia nelle lunghe giornate nebbiose o nevose d'inverno. Così non disperate cari lettori/care lettrici del mio blog. Non sono in ferie (magari!!) e nemmeno ho perso la voglia di compilare il mio adorato diario vistuale. Soltanto ho un po' meno tempo per stare al computer. Mi rifarò più avanti!
Comunque sono impegnata, un po' più del solito, e sono costretta ad accantonare quei passatempi che tanto mi tengono compagnia nelle lunghe giornate nebbiose o nevose d'inverno. Così non disperate cari lettori/care lettrici del mio blog. Non sono in ferie (magari!!) e nemmeno ho perso la voglia di compilare il mio adorato diario vistuale. Soltanto ho un po' meno tempo per stare al computer. Mi rifarò più avanti!
venerdì 29 luglio 2011
La fascia porta bebè: a patto che il bebè sia d'accordo
Quando è nato Lorenzo, da buona mamma inesperta, non sapevo da che parte cominciare. Piange? Lo prendo in braccio. Ovvia conclusione appresa dai molteplici libri "studiati" prima del parto sull'educazione dei figli. Ho abbracciato in pieno la filosofia dell'allattamento al seno a richiesta, della risposta ad ogni mugugno, giorno o notte che fosse, del contatto fisico ad oltranza. Ricordo bene il primo Natale passato con lui: aveva tre mesi esatti e avevo i polsi fasciati per il dolore ai tendini, dovuto al bambino sempre in braccio. Lorenzo ha sempre dormito abbastanza durante il giorno, ma quando era sveglio l'imperativo era uno solo: IN BRACCIO. Navigando su internet ho scoperto l'esistenza della fascia porta bebè. Come molte cose, soprattutto riguardanti la cura del bebè, mi ha fatto scoprire un mondo intero. Fascie lunghe, corte, elastiche, ad anelli, mei tai, marsupi. Essendo totalmente ignorante in materia ho adottato una delle mie vie preferite: provo quella che costa meno. E così la scelta è caduta su una fascia lunga elastica. E' stato amore a prima vista: Lorenzo ha passato ore e ore dei suoi primi 10 mesi di vita lì dentro, con un sollievo non indifferente per i miei polsi doloranti. Con l'arrivo dell'estate e l'inaugurazione del ristorante la fascia fu archiviata gelosamente, pronta per essere sfoderata col secondogenito.
Gabriele è nato a luglio, nella settimana più calda dell'estate del 2010. Si è subito rivelato completamente diverso dal fratello. Lui nel passeggino e nell'ovetto ci stava volentieri: e io che pensavo che fossero strumenti di tortura per neonati! Le temperature estive freschine non mi hanno impedito di sfoderare comunque la mia meravigliosa fascia... salvo scoprire presto che lì dentro Gabriele non ci voleva stare! Ma come è possibile?! Il contatto, il calore di mamma, il seno a portata di mano (anzi, di bocca), la sensazione di sicurezza dai pericoli dei predatori (così lessi su qualche libro)... dove erano finiti? Fronte mamma, fronte mondo, di fianco, sulla schiena: tutti tentativi miseramente falliti per ripegare su un classico passeggino. Lì dentro il pupo ci sta volentieri, si guarda intorno, ci fa lunghe passeggiate, si addormenta. E così che ho archiviato la mia adorata fascia, che mi faceva sentire un'orgogliosa mamma africana legata alle origini della specie umana, in attesa, chissà, di riutilizzarla più avanti...
Gabriele è nato a luglio, nella settimana più calda dell'estate del 2010. Si è subito rivelato completamente diverso dal fratello. Lui nel passeggino e nell'ovetto ci stava volentieri: e io che pensavo che fossero strumenti di tortura per neonati! Le temperature estive freschine non mi hanno impedito di sfoderare comunque la mia meravigliosa fascia... salvo scoprire presto che lì dentro Gabriele non ci voleva stare! Ma come è possibile?! Il contatto, il calore di mamma, il seno a portata di mano (anzi, di bocca), la sensazione di sicurezza dai pericoli dei predatori (così lessi su qualche libro)... dove erano finiti? Fronte mamma, fronte mondo, di fianco, sulla schiena: tutti tentativi miseramente falliti per ripegare su un classico passeggino. Lì dentro il pupo ci sta volentieri, si guarda intorno, ci fa lunghe passeggiate, si addormenta. E così che ho archiviato la mia adorata fascia, che mi faceva sentire un'orgogliosa mamma africana legata alle origini della specie umana, in attesa, chissà, di riutilizzarla più avanti...
mercoledì 27 luglio 2011
Le 100 cose che amo - parte seconda
Dopo la lista delle prime 5 cose che amo, ecco le altre 5:
n.6 - amo la solitudine, nonostante mi piaccia stare in mezzo alla gente per lavoro, nonostante abbia due bambini che riempiono le giornate, mi piace ritagliarmi qualche minuto solo per me, a far niente, a pensare un po'. Mal che vada questi minuti riesco a ritagliarmeli poco prima di addormentarmi, quando gli uomini di casa ronfano tranquilli. Unico effetto collaterale è che a volte i pensieri escono a fiumi e facccio fatica ad addormentarmi, nonostanza una stanchezza ormai cronica.
n.7 - amo nuotare. Sono ormai più di tre anni che non lo faccio, ovvero da quando la pancia contenente Lorenzo diventò ingombrante. Con due bambini, con il mio tipo di lavoro e con la prima piscina ad almeno mezz'ora da casa purtroppo non sono più riuscita ad andare a nuotare. Ma è una di quelle cose che mi tengo lì da fare, appena avrò più tempo. La sensazione del mio corpo che galleggia, che fatica, che coordina respiro e movimenti, i muscoli stanchi ma rilassati quando esco dall'acqua... sì sono cose che amo.
n.8 - amo passeggiare. Che sia in montagna, per le vie del mio paesello, lungo i corridoi di un centro commerciale, a piedi nudi sul bagnasciuga, spingendo un passeggino o portando in braccio un bambino, senza nulla o con uno zaino in spalle, mi piace mettere un piede davanti all'altro e guardarmi intorno.
n.9 - amo uscire fuori a cena. Tanto come mi piace cucinare per gli altri come odio cucinare per me stessa, e quindi adoro sedermi ad un tavolo di un ristorante altrui e farmi servire, pensado solamente a passare qualche ora di spensiarate chiacchiere con chi è seduto al tavolo con me. Che bei tempi quelli in cui io e il marito passavamo le ore a sorseggiare buon vino e a gustare ottimi piatti in ristorantini poco affollati, parlando di noi, del futuro, del più e del meno. Ora coi bambini le uscite a cena sono decisamente diverse, ma mi piacciono lo stesso.
n.10 - amo passare un po' di tempo al computer, su internet. Amo questo blog che è diventato un diario, un punto di sfogo, un blocco note per ricette, per fermare nero su bianco pensieri, attimi di vita, emozioni che i miei bambini mi regalano quotidianamente. Amo cercare in rete consigli, leggere le storie di mamme disorientate come me e cuoche più o meno improvvisate come me.
Dieci punti sono davvero pochi, ma anche oggi il tempo è finito. Non vedo l'ora di continuare questa lista!
n.6 - amo la solitudine, nonostante mi piaccia stare in mezzo alla gente per lavoro, nonostante abbia due bambini che riempiono le giornate, mi piace ritagliarmi qualche minuto solo per me, a far niente, a pensare un po'. Mal che vada questi minuti riesco a ritagliarmeli poco prima di addormentarmi, quando gli uomini di casa ronfano tranquilli. Unico effetto collaterale è che a volte i pensieri escono a fiumi e facccio fatica ad addormentarmi, nonostanza una stanchezza ormai cronica.
n.7 - amo nuotare. Sono ormai più di tre anni che non lo faccio, ovvero da quando la pancia contenente Lorenzo diventò ingombrante. Con due bambini, con il mio tipo di lavoro e con la prima piscina ad almeno mezz'ora da casa purtroppo non sono più riuscita ad andare a nuotare. Ma è una di quelle cose che mi tengo lì da fare, appena avrò più tempo. La sensazione del mio corpo che galleggia, che fatica, che coordina respiro e movimenti, i muscoli stanchi ma rilassati quando esco dall'acqua... sì sono cose che amo.
n.8 - amo passeggiare. Che sia in montagna, per le vie del mio paesello, lungo i corridoi di un centro commerciale, a piedi nudi sul bagnasciuga, spingendo un passeggino o portando in braccio un bambino, senza nulla o con uno zaino in spalle, mi piace mettere un piede davanti all'altro e guardarmi intorno.
n.9 - amo uscire fuori a cena. Tanto come mi piace cucinare per gli altri come odio cucinare per me stessa, e quindi adoro sedermi ad un tavolo di un ristorante altrui e farmi servire, pensado solamente a passare qualche ora di spensiarate chiacchiere con chi è seduto al tavolo con me. Che bei tempi quelli in cui io e il marito passavamo le ore a sorseggiare buon vino e a gustare ottimi piatti in ristorantini poco affollati, parlando di noi, del futuro, del più e del meno. Ora coi bambini le uscite a cena sono decisamente diverse, ma mi piacciono lo stesso.
n.10 - amo passare un po' di tempo al computer, su internet. Amo questo blog che è diventato un diario, un punto di sfogo, un blocco note per ricette, per fermare nero su bianco pensieri, attimi di vita, emozioni che i miei bambini mi regalano quotidianamente. Amo cercare in rete consigli, leggere le storie di mamme disorientate come me e cuoche più o meno improvvisate come me.
Dieci punti sono davvero pochi, ma anche oggi il tempo è finito. Non vedo l'ora di continuare questa lista!
martedì 26 luglio 2011
Vocabolario di un quasi tre-enne
Lorenzo parla parecchio bene per l'età che ha. Formula frasi corrette con tempi verbali che spiazzerebbero la maggior parte dei nostri politici. Fa i soliti errori da bambino, il più frequente forse è "vieno" invece di "vengo". Ma c'è una cosa che proprio non riesco a far capire a Lorenzo, una cosa non di vitale importanza, ma che non riesce a comprendere. La SCRIVANIA non è la SCRIVA-MIA, quindi non può dirmi "guarda mamma, l'ho appoggiato sulla SCRIVA-TUA". E sto a spiegargli mille volte che non è la scrivaMIA, bensì la scrivaNIA, ed è pure la scrivania di Lorenzo e Gabriele, è in camera loro, servirà per loro quando andranno a scuola "Ok mamma, la TUA SCRIVA serve per me e Gabriele!". Amore bello di mamma...
lunedì 25 luglio 2011
Le 100 cose che amo - parte prima
Oggi MammaFelice, nella sua CaT, ci propone di iniziare a stilare una lista delle 100 cose che amiamo. Ovviamente non è una lista che si può fare in pochi minuti, ci si deve pensare abbastanza, ma direi che per le prime 10 non dovrei trovare grosse difficoltà.
n.1 - Amo i miei figli e la mia famiglia, ovvero quella che ho creato con mio marito, ma anche quella che mi ha cresciuta con vero affetto e amore, a partire dai miei genitori, i miei nonni, i miei zii e i miei cugini. Avere una famiglia così unita è una cosa più unica che rara, anzi, unica no perchè anche quella di mio marito è molto simile. Penso che sia una fortuna di una grandezza inestimabile.
n.2 - Amo mio marito, che è davvero la mia metà della mela.
n.3 - Amo il mio lavoro, con gli alti e i bassi di un vero amore. Amo (e odio) il contatto con la gente che mi dà, amo il tempo che mi lascia per la mia famiglia, amo la soddisfazione che leggo negli occhi della gente quando si alza dal tavolo, amo sentirmi fare i complimenti per la mia cucina, per il servizio e per le piccole attenzioni che ci impegniamo a dare ai clienti (anche se non tutti le colgono).
n.4 - Amo la mia casa, che ho disegnato secondo i miei desideri, pur facendo i conti con il portafoglio (fermo restando che molti mobili dell'ikea sono adorabili). Purtroppo l'inizio improvviso dell'attività ha sacrificato parte dell'alloggio e molte cose che, col senno di poi, dovevano essere fatte in modo diverso, ma pazienza.
n.5 - Amo il paese in cui vivo, se paese si può chiamare una borgata di 30 abitanti a 1000 metri di altezza dal centro abitato, deserto d'inverno, sovraffollato nelle belle domenice d'estate, deturpato da un'ediliza orribile degli anni '70, ma pur sempre in una posizione geografica unica. Amo il silenzio delle giornate invernali, con metri di neve fuori e la stufa accesa dentro. Amo il sole estivo, mai troppo caldo e forse più splendente di quello della pianura. Amo anche le giornate di nebbia, quando sembra di essere da soli in mezzo al nulla.
Purtroppo il tempo per ora è terminato, ma mi riprometto di continuare questa bellissima lista al più presto.
n.1 - Amo i miei figli e la mia famiglia, ovvero quella che ho creato con mio marito, ma anche quella che mi ha cresciuta con vero affetto e amore, a partire dai miei genitori, i miei nonni, i miei zii e i miei cugini. Avere una famiglia così unita è una cosa più unica che rara, anzi, unica no perchè anche quella di mio marito è molto simile. Penso che sia una fortuna di una grandezza inestimabile.
n.2 - Amo mio marito, che è davvero la mia metà della mela.
n.3 - Amo il mio lavoro, con gli alti e i bassi di un vero amore. Amo (e odio) il contatto con la gente che mi dà, amo il tempo che mi lascia per la mia famiglia, amo la soddisfazione che leggo negli occhi della gente quando si alza dal tavolo, amo sentirmi fare i complimenti per la mia cucina, per il servizio e per le piccole attenzioni che ci impegniamo a dare ai clienti (anche se non tutti le colgono).
n.4 - Amo la mia casa, che ho disegnato secondo i miei desideri, pur facendo i conti con il portafoglio (fermo restando che molti mobili dell'ikea sono adorabili). Purtroppo l'inizio improvviso dell'attività ha sacrificato parte dell'alloggio e molte cose che, col senno di poi, dovevano essere fatte in modo diverso, ma pazienza.
n.5 - Amo il paese in cui vivo, se paese si può chiamare una borgata di 30 abitanti a 1000 metri di altezza dal centro abitato, deserto d'inverno, sovraffollato nelle belle domenice d'estate, deturpato da un'ediliza orribile degli anni '70, ma pur sempre in una posizione geografica unica. Amo il silenzio delle giornate invernali, con metri di neve fuori e la stufa accesa dentro. Amo il sole estivo, mai troppo caldo e forse più splendente di quello della pianura. Amo anche le giornate di nebbia, quando sembra di essere da soli in mezzo al nulla.
Purtroppo il tempo per ora è terminato, ma mi riprometto di continuare questa bellissima lista al più presto.
giovedì 21 luglio 2011
Semifreddo alle fragole: ma che bontà
E' scoppiata l'estate (ma quando mai che qui l'altro giorno sembrava il primo di novembre?!) e con essa la voglia di dolci freschi. Premessa: poco distante da me c'è un produttore di fragole che sono una meraviglia, soprattutto quelle che sanno di fragoline di bosco, peccato che tengano un paio di giorni e diventano marmellata. Al terzo giorno di frigo urgeva ricetta "ricicla fragole spappolate". E ricetta fu.
Ho lavato e tagliato a pezzetti circa 500g di fragoline, le ho messe in un pentolino con 100g di zucchero, una bustina di vanillina e mezzo bicchiere di vino bianco secco, ho fatto cuocere qualche minuto, ho frullato il tutto e ho fatto raffreddare. Ho montato a neve due albumi e quando sono diventati bianchi ci ho aggiunto 100g di zucchero. Ho montato 500ml di panna, quindi ho unito i tre composti mescolando delicatamente in modo da non farli smontare troppo. Ho foderato uno stampo da plume cake con la carta velina, ho versato il composto e ho lasciato in freezer per un giorno intero. Per guarnire ci vorrebbero un po' di fragoline fresche, della glassa al cioccolato o della granella di pistacchio, ma vi assicuro che il gusto è già pienamente appagato così!
Ho lavato e tagliato a pezzetti circa 500g di fragoline, le ho messe in un pentolino con 100g di zucchero, una bustina di vanillina e mezzo bicchiere di vino bianco secco, ho fatto cuocere qualche minuto, ho frullato il tutto e ho fatto raffreddare. Ho montato a neve due albumi e quando sono diventati bianchi ci ho aggiunto 100g di zucchero. Ho montato 500ml di panna, quindi ho unito i tre composti mescolando delicatamente in modo da non farli smontare troppo. Ho foderato uno stampo da plume cake con la carta velina, ho versato il composto e ho lasciato in freezer per un giorno intero. Per guarnire ci vorrebbero un po' di fragoline fresche, della glassa al cioccolato o della granella di pistacchio, ma vi assicuro che il gusto è già pienamente appagato così!
mercoledì 20 luglio 2011
Alla ricerca del passeggino perfetto
A quesi tre anni dalla nascita del primogenito ancora sono qui a cercare un passeggino perfetto, pur possedendone già quattro.
Per fortuna quando annunciai l'arrivo di Lorenzo sia mia zia che mia cognata si offrirono di passarmi tutti gli accessori che hanno utilizzato per i loro figli e ho dovuto comprare davvero poco. Ho ricevuto due ovetti, due carrozzine, un passeggino, fasciatoio, vaschetta, lettino, asciugamani e quant'altro, per un risparmio totale non indifferente. Consiglio numero uno per una futura mamma che pensa di non poter far a meno della carrozzina: se riuscite a farvela imprestare da qualcuno, o se la trovate a buon prezzo di seconda mano, approfittatene e prendetela, acquistando poi un "duo": ovvero passeggino (il più leggero possibile e completamente reclinabile) e ovetto per l'auto. La carrozzina è una delle cose più inutili che possono vendere per i neonati. Io l'ho usata per Lorenzo perchè purtroppo gli ovetti ereditati non si inclinavano per nulla e a spasso ci stava proprio scomodo: quelli moderni sono molto più comodi. Lorenzo è nato che non pesava nemmeno 2 chili e mezzo, era uno scricciolino piccolo piccolo e l'ho fatto dormire nella carrozzina accanto al lettone per quasi 6 mesi, quando ha raggiunto il peso di un bimbo normale di 4 mesi, e l'ho messo nel lettino. Con Gabriele, che era un pochino più grande, ho usato la carrozzina in camera un paio di mesi, e poi lettino che usa tutt'ora. Quindi sostanzialmente della carrozzina non te ne fai nulla.
Di fondamentale importanza invece è il passeggino. Anche se Lorenzo non ne ha voluto sapere di utilizzarlo fino all'anno di età (quindi evviva evviva la fascia), poi, complice l'asilo nido, ci si è abituato e l'abbiamo sfruttato abbastanza. Il primo passeggino comprato (quello ereditato lo utilizzo in casa) è stato studiato ma non abbastanza: al momento dell'acquisto Lorenzo aveva un mese e io zero esperienza. Ho controllato che non fosse troppo pesante e che si reclinasse completamente, peccato che la scelta della chiusura a portafoglio e il maniglione unico siano scomodissimi e inoltre non è dotato di poggiapiedi regolabile, che lo rende ben poco confortevole per il passeggero, che spesso si addormenta con i piedi a ciondoloni. Bocciato!
Dato lo scarzo utilizzo ce lo siamo fatti andar bene fino all'estate scorsa, quando i nonni hanno reclamato, giustamente, un passeggino più confortevole per andare al mare. Ho trovato in super offerta in un negozio un passeggino leggero, completo di paragambe e parapioggia (mai utilizzato), anche se non totalmente reclinabile, ma già abbastanza per un bambino grandicello, per una spesa di circa 70 euro. Il passeggino quasi perfetto! Se proprio vogliamo trovargli un difetto, ha la sbarra frontale da togliere per chiuderlo, quindi è stata archiviata anche se, soprattutto Gabriele, la apprezzerebbe molto.
Quando è nato Gabriele è sorto il problema di portarli a passeggio insieme e così ho comprato un passeggino doppio, di quelli "a treno" (una bambino dietro all'altro), pagato 120 euro al supermercato. Sta facendo il suo sporco servizio, anche se è pieno di difetti anche lui: è molto pesante e le due sedute sono difficilmente reclinabili, soprattutto per il passeggero davanti che si ritrova sulle ginocchia di quello dietro. Tornassi indietro forse valuterei un gemellare affiancato leggero, che sicuremente costa un po' di più, ma secondo me è più comodo (se non per la largezza: mi chiedo se ci passerebbe attraverso le porte di casa mia...).
Sono alla ricerca di un secondo passeggino leggero, possibilmente più reclinabile del primo, possibilmente con il sistema di reclinaggio con la cordicella (ammesso che si possa reclinare con una mano sola), sicuramente adatto ad un bambino abbastanza alto, possibilmente con la sbarra frontale da non togliere durante la chiusura, sicuramente con l'appoggia piedi e possibilmente sotto i 100 euro. Per ora non l'ho ancora trovato, ma mi manca la visita al negozio dell'offerta del primo e ad un supermercato: non ho ancora perso tutte le speranze!
AGGIORNAMENTO
E passeggino fu! Ho comprato questo approfittando dell'offerta del "negozio delle offerte" (che sto seriamente rivalutando: è un ottimo posto per gli acquisti). Ha tutte le caratteristiche che cercavo, tranne il frontalino da togliere per la chiusura (mannaggia!). Lo sperimenterò e presto avrete news a proposito!
Per fortuna quando annunciai l'arrivo di Lorenzo sia mia zia che mia cognata si offrirono di passarmi tutti gli accessori che hanno utilizzato per i loro figli e ho dovuto comprare davvero poco. Ho ricevuto due ovetti, due carrozzine, un passeggino, fasciatoio, vaschetta, lettino, asciugamani e quant'altro, per un risparmio totale non indifferente. Consiglio numero uno per una futura mamma che pensa di non poter far a meno della carrozzina: se riuscite a farvela imprestare da qualcuno, o se la trovate a buon prezzo di seconda mano, approfittatene e prendetela, acquistando poi un "duo": ovvero passeggino (il più leggero possibile e completamente reclinabile) e ovetto per l'auto. La carrozzina è una delle cose più inutili che possono vendere per i neonati. Io l'ho usata per Lorenzo perchè purtroppo gli ovetti ereditati non si inclinavano per nulla e a spasso ci stava proprio scomodo: quelli moderni sono molto più comodi. Lorenzo è nato che non pesava nemmeno 2 chili e mezzo, era uno scricciolino piccolo piccolo e l'ho fatto dormire nella carrozzina accanto al lettone per quasi 6 mesi, quando ha raggiunto il peso di un bimbo normale di 4 mesi, e l'ho messo nel lettino. Con Gabriele, che era un pochino più grande, ho usato la carrozzina in camera un paio di mesi, e poi lettino che usa tutt'ora. Quindi sostanzialmente della carrozzina non te ne fai nulla.
Di fondamentale importanza invece è il passeggino. Anche se Lorenzo non ne ha voluto sapere di utilizzarlo fino all'anno di età (quindi evviva evviva la fascia), poi, complice l'asilo nido, ci si è abituato e l'abbiamo sfruttato abbastanza. Il primo passeggino comprato (quello ereditato lo utilizzo in casa) è stato studiato ma non abbastanza: al momento dell'acquisto Lorenzo aveva un mese e io zero esperienza. Ho controllato che non fosse troppo pesante e che si reclinasse completamente, peccato che la scelta della chiusura a portafoglio e il maniglione unico siano scomodissimi e inoltre non è dotato di poggiapiedi regolabile, che lo rende ben poco confortevole per il passeggero, che spesso si addormenta con i piedi a ciondoloni. Bocciato!
Dato lo scarzo utilizzo ce lo siamo fatti andar bene fino all'estate scorsa, quando i nonni hanno reclamato, giustamente, un passeggino più confortevole per andare al mare. Ho trovato in super offerta in un negozio un passeggino leggero, completo di paragambe e parapioggia (mai utilizzato), anche se non totalmente reclinabile, ma già abbastanza per un bambino grandicello, per una spesa di circa 70 euro. Il passeggino quasi perfetto! Se proprio vogliamo trovargli un difetto, ha la sbarra frontale da togliere per chiuderlo, quindi è stata archiviata anche se, soprattutto Gabriele, la apprezzerebbe molto.
Quando è nato Gabriele è sorto il problema di portarli a passeggio insieme e così ho comprato un passeggino doppio, di quelli "a treno" (una bambino dietro all'altro), pagato 120 euro al supermercato. Sta facendo il suo sporco servizio, anche se è pieno di difetti anche lui: è molto pesante e le due sedute sono difficilmente reclinabili, soprattutto per il passeggero davanti che si ritrova sulle ginocchia di quello dietro. Tornassi indietro forse valuterei un gemellare affiancato leggero, che sicuremente costa un po' di più, ma secondo me è più comodo (se non per la largezza: mi chiedo se ci passerebbe attraverso le porte di casa mia...).
Sono alla ricerca di un secondo passeggino leggero, possibilmente più reclinabile del primo, possibilmente con il sistema di reclinaggio con la cordicella (ammesso che si possa reclinare con una mano sola), sicuramente adatto ad un bambino abbastanza alto, possibilmente con la sbarra frontale da non togliere durante la chiusura, sicuramente con l'appoggia piedi e possibilmente sotto i 100 euro. Per ora non l'ho ancora trovato, ma mi manca la visita al negozio dell'offerta del primo e ad un supermercato: non ho ancora perso tutte le speranze!
AGGIORNAMENTO
E passeggino fu! Ho comprato questo approfittando dell'offerta del "negozio delle offerte" (che sto seriamente rivalutando: è un ottimo posto per gli acquisti). Ha tutte le caratteristiche che cercavo, tranne il frontalino da togliere per la chiusura (mannaggia!). Lo sperimenterò e presto avrete news a proposito!
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